Flat tax fino a 100 mila euro, l’allarme di ALI: «A pagare saranno Comuni e Regioni»

Roberto Gualtieri, presidente di ALI e sindaco di Roma, chiede al Governo di fermare l’estensione del regime forfettario al 15%: «Una misura iniqua che sottrae risorse ai servizi pubblici locali e accentua le disparità fiscali».

Estendere la flat tax al 15% fino a 100 mila euro di reddito rischia di avere conseguenze dirette sui bilanci di Comuni e Regioni, riducendo le risorse disponibili per garantire servizi essenziali ai cittadini. È l’allarme lanciato da Roberto Gualtieri, presidente di ALI – Autonomie Locali Italiane e sindaco di Roma Capitale, che chiede al Governo di fermare la proposta e di destinare le risorse pubbliche al rafforzamento dei beni comuni e dei servizi locali.

Al centro della critica c’è il possibile ampliamento del regime forfettario, che consentirebbe a una platea più ampia di contribuenti di beneficiare dell’imposta sostitutiva al 15%. Secondo Gualtieri, la misura non può essere valutata soltanto sul piano della riduzione del prelievo fiscale, perché rischia di incidere anche sulle entrate degli enti territoriali.

«Estendere la flat tax al 15% fino a 100 mila euro sarebbe una scelta profondamente ingiusta e un nuovo colpo alle autonomie locali. Il Governo si fermi», afferma il presidente di ALI.

Il nodo delle entrate locali

La questione riguarda in particolare le addizionali comunali e regionali all’IRPEF, che non vengono versate dai contribuenti che rientrano nel regime forfettario. Un eventuale ampliamento della platea, sostiene Gualtieri, comporterebbe quindi una riduzione della base imponibile su cui si fondano parte delle entrate di Comuni e Regioni.

Per il presidente di ALI, l’estensione della flat tax solleva anche un problema di equità tra categorie di contribuenti. Il regime, secondo Gualtieri, rischia di accentuare le differenze tra lavoratori dipendenti e autonomi e di creare un incentivo a non superare la soglia prevista, anziché favorire la crescita delle attività economiche.

Il rischio, nella lettura di ALI, è che le scelte di politica fiscale nazionale finiscano per trasferire il costo delle agevolazioni sugli enti locali, proprio mentre questi sono chiamati a rispondere ai bisogni quotidiani delle comunità: dai servizi sociali alla mobilità, fino alle altre prestazioni pubbliche che incidono sulla qualità della vita nei territori.

«Il Governo non può finanziare le proprie promesse fiscali con risorse sottratte agli enti locali, scaricandogli addosso tutti i problemi dei cittadini», avverte Gualtieri. Un richiamo che pone al centro il rapporto tra decisioni fiscali nazionali e capacità dei Comuni di mantenere servizi adeguati.

Equità fiscale e crescita

«Meno equità fiscale, meno incentivi alla crescita e meno risorse per Comuni e Regioni: è difficile immaginare una scelta più sbagliata», sostiene.

Da qui la richiesta al Governo di fare un passo indietro e di orientare le risorse verso investimenti capaci di produrre benefici collettivi. Tra gli esempi indicati da ALI c’è il rafforzamento del trasporto pubblico locale, ambito nel quale l’associazione ha avanzato una propria proposta per sostenere un servizio fondamentale per cittadini e territori.

La posizione di ALI è netta: le agevolazioni fiscali non devono tradursi in un indebolimento delle autonomie locali né compromettere la capacità di garantire servizi pubblici. «Non accetteremo che la flat tax venga pagata dai territori e dai servizi ai cittadini», conclude Gualtieri.

Il confronto sulla misura, dunque, non riguarda soltanto il livello della tassazione, ma anche la distribuzione delle risorse e le conseguenze che le scelte nazionali possono avere sulla vita quotidiana delle comunità.