La politica di coesione deve rimanere uno dei pilastri del prossimo bilancio dell’Unione europea. È questo il messaggio emerso dall’audizione sul Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2028-2034 tenutasi il 9 giugno davanti alle Commissioni Bilancio e Politiche dell’Unione europea della Camera dei Deputati e alla Commissione Bilancio del Senato.
Nel corso dell’audizione, il consigliere della Provincia di Lucca e Presidente del Partito dei Socialisti Europei al Comitato Europeo delle Regioni (CdR) , Luca Menesini, e il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Antonio Mazzeo, anche lui Membro del CdR, hanno espresso forte preoccupazione per l’impostazione della proposta presentata dalla Commissione europea.
Secondo Menesini, il rischio è quello di una progressiva “nazionalizzazione” del bilancio europeo, attraverso la concentrazione delle risorse in grandi fondi nazionali e il ridimensionamento delle tradizionali politiche territoriali, a partire dalla coesione e dalla Politica agricola comune. Una scelta che, a suo avviso, allontanerebbe l’Unione europea dal principio fondativo di ridurre le disuguaglianze territoriali e garantire pari opportunità di sviluppo ai cittadini indipendentemente dal luogo in cui vivono.
Al centro dell’intervento anche la richiesta di un bilancio più ambizioso e adeguato alle sfide che l’Europa si trova ad affrontare: transizione ecologica, trasformazione digitale, cambiamenti demografici, sicurezza, competitività e nuovo contesto geopolitico. In questo quadro, il Comitato europeo delle Regioni sostiene la richiesta del Parlamento europeo di portare il bilancio dell’Unione ad almeno l’1,27% del Reddito nazionale lordo europeo, al netto delle risorse del Next Generation EU.
Una posizione condivisa anche da Antonio Mazzeo, che ha evidenziato le possibili ricadute sui territori. Per la Toscana, secondo le stime attualmente in discussione, la riduzione delle risorse della politica di coesione potrebbe arrivare fino al 30%. Un taglio che inciderebbe direttamente sugli investimenti in innovazione, ricerca, formazione, occupazione, inclusione sociale, transizione ambientale e sostegno agli enti locali.
Entrambi gli interventi hanno sottolineato come sia sbagliato contrapporre competitività e coesione. Al contrario, la competitività europea nasce proprio dalla forza dei territori, delle piccole e medie imprese, delle università, dei centri di ricerca e dei distretti produttivi. Indebolire la coesione significherebbe quindi compromettere anche la capacità competitiva dell’Europa.
Tra le principali criticità evidenziate vi è inoltre l’ipotesi di accorpare diversi strumenti finanziari europei in un fondo unico. Una soluzione che, secondo i leader progressisti intervenuti, rischierebbe di ridurre la trasparenza, aumentare la competizione tra politiche differenti e rendere meno riconoscibili sia la politica di coesione sia la Politica agricola comune.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla governance del futuro bilancio europeo. Regioni ed enti locali chiedono di essere coinvolti in tutte le fasi della programmazione, dall’elaborazione dei piani alla loro attuazione e valutazione. La richiesta è quella di introdurre strumenti vincolanti di governance multilivello, con capitoli territoriali obbligatori, criteri di riparto trasparenti e un ruolo effettivo delle autorità regionali nella gestione delle risorse.
Tra le proposte avanzate figura inoltre il principio del “do no harm to cohesion”, ovvero l’obbligo di valutare l’impatto territoriale di tutte le principali politiche europee. L’obiettivo è evitare che nuovi programmi dedicati a competitività, ricerca, sicurezza o innovazione producano effetti che aumentino i divari tra territori anziché ridurli.
L’appello rivolto al Governo italiano e alle istituzioni europee è quindi chiaro: costruire un bilancio capace di rafforzare competitività, innovazione e sicurezza senza sacrificare la coesione territoriale. Perché, come emerso nel corso dell’audizione, la coesione non rappresenta il passato dell’Europa, ma una delle condizioni fondamentali per il suo sviluppo futuro.