Milleproroghe ed enti locali: tra emendamenti utili e mancate risposte alle criticità dei territori

Dopo la promulgazione del decreto Milleproroghe e il passaggio parlamentare con le audizioni nelle Commissioni competenti, il provvedimento è stato modificato da una serie di emendamenti.
Per gli enti locali, tuttavia, il bilancio resta contenuto: poche misure davvero strutturali e molte proroghe tecniche, utili a evitare vuoti normativi ma non tali da incidere in profondità sulle principali criticità che Comuni e Province segnalano da tempo.

Tra gli interventi più rilevanti per i territori si veda l’estensione delle possibilità di reclutamento a supporto delle procedure emergenziali nelle Marche: oltre alla proroga degli incarichi a tempo determinato e di collaborazione, viene estesa fino al 31 dicembre 2026 anche la possibilità di ricorrere a forme contrattuali flessibili. Una misura mirata, che prova a garantire una maggiore stabilità operativa alle strutture impegnate nella gestione delle emergenze meteorologiche.

Sul versante istituzionale, l’emendamento che incide sulla disciplina transitoria relativa all’eleggibilità del Presidente di Provincia proroga di un anno, dal 2026 al 2027, il regime vigente, mantenendo l’attuale assetto degli organi provinciali e assicurando continuità amministrativa in attesa di riforme di cui, ad oggi, non si ha ancora contezza.

Nella stessa ottica, è stato approvato l’emendamento che rinvia al 1° gennaio 2027 l’obbligo assicurativo per i soggetti che gestiscono risorse pubbliche e ricadono nella giurisdizione della Corte dei conti: un differimento che introduce gradualità e concede tempo per adeguarsi, attenuando l’impatto immediato su incarichi e responsabilità amministrative.

Sul fronte degli investimenti, arriva una proroga importante per gli enti beneficiari dei contributi destinati alla messa in sicurezza di edifici e territorio: il termine del 31 marzo 2026 slitta al 30 settembre 2026. Un’estensione di sei mesi che riduce il rischio di perdere risorse per ritardi procedurali e offre maggiore flessibilità nella realizzazione degli interventi, spesso rallentati dalla carenza di personale tecnico e dalla complessità delle procedure autorizzative.

Per incentivare i processi di riordino territoriale, l’emendamento sulle fusioni dei comuni allunga da cinque a sette anni il periodo di riferimento previsto dal TUEL per i comuni coinvolti. Una scelta che riconosce come l’integrazione amministrativa e organizzativa di un nuovo ente richieda tempi lunghi e strumenti di accompagnamento più robusti.

Particolarmente significativa, per i piccoli comuni, è la disciplina temporanea fino al 31 dicembre 2026 che introduce modalità più flessibili per la copertura delle sedi di segreteria comunale vacanti nei comuni fino a 3.000 abitanti, attraverso procedure semplificate e la possibilità di ricorrere a funzionari già in servizio. Si tratta di una risposta pragmatica a una criticità diffusa, che rischia altrimenti di tradursi in blocchi amministrativi e rallentamenti su bilanci, gare e atti fondamentali. ALI aveva segnalato l’importanza di estendere l’attenzione, su questo fronte, almeno ai comuni fino a 5.000 abitanti.

Sul terreno della finanza locale, una novità operativa riguarda la TARI: limitatamente al 2025, le delibere su regolamenti e tariffe saranno considerate tempestive se inserite nel Portale del federalismo fiscale entro il 6 marzo 2026, con pubblicazione sul sito del Dipartimento delle finanze entro il 16 marzo 2026 ai fini dell’efficacia. Una finestra che consente di sanare i ritardi e scongiurare l’applicazione automatica delle tariffe dell’anno precedente.

Per i comuni coinvolti dai Giochi olimpici e paralimpici Milano-Cortina 2026, inoltre, viene introdotta una deroga sull’imposta di soggiorno: regolamenti e tariffe acquistano efficacia immediata con la pubblicazione sul sito dell’ente, mentre la trasmissione al MEF resta prevista esclusivamente per finalità statistiche.

Altre proroghe intervengono su ambiti amministrativi specifici: il trasferimento gratuito di immobili statali agli enti territoriali fino al 31 dicembre 2026, estendendo le finalità anche a interventi finanziati dal Piano complementare e dal PNIEC; il termine per l’adeguamento del capitale sociale dei soggetti iscritti all’albo per la gestione tributaria locale; la proroga al 31 dicembre 2026 della facoltà di riconoscere l’indennità di funzione agli amministratori dei comuni del sisma 2016 sotto i 5.000 abitanti.

Nel complesso, alcune delle tematiche segnalate da ALI hanno trovato spazio negli emendamenti approvati dalle Commissioni competenti. Tuttavia, il quadro che emerge resta quello di un intervento frammentato, affidato a proroghe e correttivi puntuali, senza una visione organica di rafforzamento strutturale degli enti locali.

Ancora una volta, Comuni e Province vengono tenuti in equilibrio precario, chiamati a garantire servizi essenziali, investimenti e tenuta amministrativa senza che il Governo metta in campo risposte all’altezza delle difficoltà quotidiane dei territori.