Adattamento climatico: perché l’Europa deve ascoltare Bologna

168th Plenary Session of the European Committee of the Regions

La gestione del rischio climatico non si fa a Bruxelles. Si fa nei territori che hanno già affrontato l’emergenza, che contano i danni, che ricostruiscono. L’Europa lo sa, ma fatica a tradurlo in strategia. Il Parere presentato da Matteo Lepore al Comitato europeo delle Regioni (CoR) cambia prospettiva: mette città e regioni al centro del futuro piano europeo di adattamento climatico.

Lepore parla da sindaco di una città che ha vissuto sulla propria pelle cosa significa cambiamento climatico. Nel maggio 2023 l’Emilia-Romagna è stata travolta da alluvioni che hanno causato 17 vittime, evacuato 50.000 persone e provocato danni per oltre 9 miliardi di euro. Bologna ha reagito con politiche innovative: dalla riapertura dei canali medievali alla rigenerazione urbana pensata per la resilienza idraulica, dimostrando che adattamento significa anche ripensare radicalmente lo spazio urbano.

Questa esperienza dà peso politico al Parere del CoR: non è un documento tecnico tra i tanti, ma una rivendicazione fondata sui fatti. Città e regioni non chiedono un posto al tavolo per cortesia istituzionale. Lo pretendono perché sono loro a gestire l’emergenza quando arriva, a pianificare la prevenzione, a coinvolgere cittadini e imprese nella transizione e nei momenti emergenziali.

Il documento arriva in un momento strategico: anticipa il nuovo framework della Commissione su resilienza climatica e gestione dei rischi. E lancia un messaggio chiaro: senza un ruolo formalmente riconosciuto per i livelli locali nella pianificazione europea e nazionale, senza risorse adeguate e coordinate, l’adattamento resterà retorica.

Il nuovo quadro integrato della Commissione europea per la resilienza climatica e la gestione dei rischi in Europa deve essere costruito insieme alle città e alle regioni e affrontare anche la questione cruciale delle risorse e delle capacità necessarie per prepararci al futuro,” ha dichiarato Lepore. 

L’adattamento ai cambiamenti climatici rappresenta una sfida enorme per città e regioni, che dobbiamo affrontare con un approccio inclusivo che coinvolga tutta la società. Dobbiamo garantire di disporre del giusto tipo di dati, sviluppare soluzioni intelligenti basate sulla natura, investire nelle infrastrutture, coinvolgere tutti i settori della società e sviluppare la resilienza in tutti i servizi. Significa che dobbiamo imparare gli uni dagli altri in tutta Europa e preparare anche i nostri cittadini” continua il Sindaco Lepore.

Il Parere si collega al lavoro sulla resilienza idrica della Presidente del CoR Kata Tüttö (PES), rafforzando una visione integrata: acqua, clima, territorio sono un unico sistema. Per l’Emilia-Romagna ed altre regioni italiane che ancora sono in fase di ricostruzione, questa non è teoria ma urgenza quotidiana.

Questo Parere va oltre la funzione consultiva del CoR: porta nel dibattito europeo l’autorevolezza di chi ha gestito l’emergenza sul campo. La leadership progressista sull’agenda climatica europea oggi viene dai sindaci, non solo dalle capitali. E ricorda all’Unione che le strategie si scrivono a Bruxelles, ma si misurano nei territori che le devono applicare.