Il Festival delle Città ha ospitato il suo secondo panel con “La città possibile”, un momento di grande rilievo dedicato a esplorare le sfide e le opportunità che le città italiane ed europee affrontano oggi. A introdurre il dibattito è stato Marco Filippeschi, direttore esecutivo di ALI – Autonomie Locali Italiane, che ha tracciato un quadro chiaro e stimolante del ruolo dei centri urbani come motori di innovazione sociale, economica e politica.
Filippeschi ha sottolineato come Bologna rappresenti un modello virtuoso per molte città. La città è impegnata su diversi fronti: dalla mobilità sostenibile, con limiti di velocità ridotti a 30 km/h, alla rete di tranvie e agli investimenti infrastrutturali resi possibili dal PNRR, fino alle scuole aperte ogni pomeriggio, concepite come luoghi di comunità e di integrazione sociale. Bologna affronta anche questioni complesse come l’over-tourism e la sicurezza urbana, dimostrando una forte attenzione alla partecipazione dei giovani e alla rigenerazione dei quartieri. Filippeschi ha evidenziato come queste iniziative non siano solo punti di forza locali, ma parti di una strategia più ampia, capace di ispirare la politica progressista a livello nazionale ed europeo.
Matteo Lepore, sindaco di Bologna, ha aperto il suo intervento sottolineando il valore strategico delle città come luoghi storici di democrazia. Ha ricordato come la storia di Bologna dimostri che le città possono essere laboratori di innovazione e coesione sociale: dalla fondazione dell’università pubblica nel 1088, alla prima abolizione della servitù della gleba nel 1257 con il Liber Paradisus, un contratto che liberò 6.000 schiavi e li rese cittadini attivi, contribuendo allo sviluppo della città.
Il sindaco ha quindi ripercorso il ruolo di Bologna nel Medioevo come capitale dell’industria della seta, nata grazie all’invenzione dei mulini e all’artigianato locale, che trasformarono la città nella sesta più popolosa d’Europa. Questi esempi storici rappresentano radici fondamentali per comprendere la capacità odierna di Bologna di affrontare sfide complesse. Lepore ha ricordato figure chiave come Francesco Zanardi, il primo sindaco socialista soprannominato “il sindaco del pane”, che affrontò la carestia con iniziative innovative, e Giuseppe Dozza, sindaco nel dopoguerra, la cui visione di ricostruzione puntava sul futuro e sull’equità sociale.
Lepore ha poi collegato questa eredità storica alle sfide contemporanee delle città italiane ed europee. L’emergenza abitativa, le crescenti disuguaglianze sociali e la transizione ecologica rappresentano temi prioritari. In particolare, il sindaco ha sottolineato l’impegno condiviso con Roberto Gualtieri e altri colleghi nel Comitato delle Regioni per promuovere politiche europee sul diritto alla casa e sulla giustizia sociale. L’obiettivo è creare strumenti efficaci, sia europei che nazionali, per affrontare la crisi abitativa e sostenere le comunità più vulnerabili.
Un tema centrale del suo intervento è stata l’innovazione tecnologica, con particolare attenzione all’intelligenza artificiale. Bologna ospita un supercomputer tra i più potenti d’Europa, elemento strategico per ricerca e sviluppo. Tuttavia, Lepore ha sottolineato come queste innovazioni debbano integrarsi con le politiche urbane: dall’energia sostenibile alla mobilità, dalla gestione dell’emergenza abitativa all’accesso alla ricerca e allo studio. La sfida non è solo tecnologica, ma sociale: i progressi scientifici devono contribuire al benessere dei cittadini e alla coesione delle comunità.
Il sindaco ha poi approfondito la mobilità urbana, sottolineando la necessità di un trasporto pubblico efficiente non solo nei centri urbani, ma in tutta l’area metropolitana. È un elemento fondamentale per combattere lo spopolamento delle aree interne e favorire la coesione tra città e territori. Tra i risultati concreti citati da Lepore c’è il superamento del milione di ciclisti annui sulla tangenziale delle bici, ma il sindaco ha avvertito che iniziative come queste richiedono investimenti e politiche integrate per essere davvero efficaci.
Lepore ha inoltre posto l’accento sulle politiche sociali e abitative, in particolare sul tema degli affitti brevi, che rischiano di limitare l’accesso all’abitazione. La città ha introdotto limitazioni regolamentari nel piano urbanistico, vincendo il primo ricorso al Tar, a testimonianza della capacità di un’amministrazione locale di tutelare l’interesse pubblico. Ha ribadito come la redistribuzione delle risorse e la giustizia sociale siano principi guida fondamentali per le amministrazioni progressiste.
Il panel ha poi affrontato le disuguaglianze globali, citando le encicliche di Papa Francesco e i dati sulle differenze di ricchezza nel mondo. Lepore ha ricordato che le città hanno un ruolo centrale nel ridurre le disuguaglianze e nel promuovere equità e coesione, sottolineando l’importanza di un dialogo costante tra politica locale, europea e globale.
Infine, il sindaco ha richiamato l’attenzione sulla partecipazione democratica e sulla responsabilità civica. Le città, ha spiegato, non sono solo enti amministrativi, ma piattaforme per l’innovazione politica e sociale. L’empatia, il coraggio e la capacità di mettere in discussione pratiche consolidate sono strumenti fondamentali per affrontare le sfide complesse di oggi, dall’intelligenza artificiale alla sostenibilità, dall’emergenza abitativa alle politiche di coesione urbana.
Il panel si è concluso con un saluto di Roberto Gualtieri, che ha ringraziato Lepore per il contributo e per la chiarezza delle strategie illustrate. L’incontro ha confermato come le città possano essere laboratori di sperimentazione politica, sociale ed economica, capaci di sviluppare modelli sostenibili, inclusivi e innovativi.
Il secondo panel del Festival delle Città ha rappresentato un’occasione unica per riflettere sul ruolo dei centri urbani come motori di innovazione e partecipazione. Bologna è emersa come esempio di come la politica progressista possa partire dalla città per affrontare le grandi sfide del nostro tempo: dalla sostenibilità ambientale alla giustizia sociale, dall’innovazione tecnologica alla coesione urbana. Le esperienze e le riflessioni condivise da Lepore e dagli altri ospiti dimostrano che le città non sono solo spazi fisici, ma veri e propri orizzonti possibili di futuro, dove sperimentare soluzioni concrete per migliorare la qualità della vita dei cittadini e rafforzare la resilienza delle comunità.