La città che cresce: possibilità per la nuova economia urbana

Sindaci, istituzioni e imprese insieme per un nuovo modello di sviluppo territoriale

 

Nel corso del Festival delle Città, il panel “La città che cresce: possibilità per la nuova economia urbana”, moderato da Nico Perrone, direttore dell’Agenzia Dire, ha offerto una riflessione concreta e articolata sulle prospettive di crescita dei territori italiani, tra transizione energetica, infrastrutture, digitalizzazione e nuovi modelli di governance locale.
Un confronto intenso che ha messo al centro il ruolo dei comuni, piccoli e grandi, come protagonisti di una stagione di rinnovamento economico e sociale, capace di conciliare innovazione e coesione, sostenibilità e inclusione.

 Presciutti: la crescita si costruisce con scelte coraggiose e visione territoriale

Il primo intervento, affidato a Massimiliano Presciutti, sindaco di Gualdo Tadino e presidente della Provincia di Perugia, ha delineato con chiarezza la complessità e la forza dei territori umbri.

Con 600 mila abitanti distribuiti in 59 comuni, la provincia di Perugia rappresenta uno dei territori più estesi d’Italia, dove la differenza – ha sottolineato Presciutti – non la fa il numero degli abitanti, ma “le scelte che chi governa riesce a fare”.
Tra le priorità indicate, la transizione energetica come fattore di competitività e modernità: dopo quindici anni di stasi normativa, la Regione Umbria si prepara ad approvare una legge organica sull’energia verde, passo decisivo per la diffusione delle comunità energetiche e per la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili.

Accanto alla transizione ecologica, Presciutti ha richiamato l’urgenza di investire nelle infrastrutture, materiali e immateriali, come strumenti per connettere territori marginali e aree interne al resto del Paese.

Ha ricordato in particolare la ricostruzione post-sisma della Valnerina, dove la rinascita delle comunità passa attraverso la combinazione di infrastrutture fisiche, digitali ed energetiche, in una visione unitaria che punta a fare dell’Italia di mezzo una “cerniera” tra nord e sud.
Per Presciutti, la crescita passa dunque da una logica integrata: “transizione energetica, digitale e infrastrutturale devono stare insieme”. Solo così, ha concluso, “ogni territorio potrà conquistare centimetro dopo centimetro un tasso di competitività che lo connette con il mondo”.

Marrucci: cultura e bellezza come motori della nuova economia urbana

A seguire, Andrea Marrucci, sindaco di San Gimignano e vicepresidente nazionale di ALI – Autonomie Locali Italiane, ha portato l’esperienza di una città che, pur nota in tutto il mondo per il suo patrimonio artistico e turistico, ha saputo mantenere un tessuto economico articolato e vitale.

San Gimignano, ha spiegato Marrucci, non è solo turismo, ma anche manifattura e agroalimentare di qualità, un “distretto della camperistica italiana” che unisce tradizione e innovazione.
Il rischio, ha sottolineato, è quello della terziarizzazione eccessiva dell’economia, che può erodere la vocazione produttiva delle città e accrescere le disuguaglianze.
Per questo, Marrucci invita a chiedersi “come e per chi crescere”: non tutti i modelli di sviluppo sono inclusivi, e una crescita disordinata può aumentare le fragilità sociali. Una risposta arriva dall’esperienza degli Stati Generali della Bellezza, promossi da ALI, che da quattro anni mettono in dialogo amministratori e amministratrici di tutta Italia per riflettere su cultura e bellezza come leve di sviluppo economico e coesione sociale. Investire in cultura, ha ricordato Marrucci, genera un forte impatto economico e occupazionale: “un euro investito in cultura ne produce almeno tre o quattro di indotto”. Ma per tradurre queste visioni in realtà servono reti, pianificazione di lungo periodo e risorse certe. E soprattutto, serve una educazione alla pace e alla convivenza, perché “non esiste sviluppo se non restiamo umani”.

Broccatelli: infrastrutture e vocazioni locali per rilanciare i borghi

Il presidente di Leganet, Alessandro Broccatelli, ha portato all’attenzione dei presenti i dati di una recente analisi dell’UNCEM, che segnala per la prima volta un’inversione di tendenza nello spopolamento delle aree interne.

Dopo decenni di migrazione verso le grandi città, oggi si registra una riscoperta dei borghi e della qualità della vita nei piccoli centri.

Un fenomeno che, secondo Broccatelli, rappresenta una grande opportunità per il Paese, a condizione che sia accompagnato da infrastrutture adeguate: “nessuno si trasferirà mai in un’area interna se non ha accesso alla cittadinanza digitale”, ha ricordato. Per questo, la transizione digitale e quella energetica devono avanzare insieme, garantendo connessioni stabili, costi energetici sostenibili e modelli di sviluppo fondati su vocazioni locali. Broccatelli ha invitato gli amministratori a valorizzare le peculiarità dei territori e a interpretare la governance pubblica come capacità di guidare, coordinare e chiamare a raccolta comunità e imprese verso obiettivi comuni.

L’economia urbana, ha concluso, nasce proprio da queste reti di collaborazione e da una flessibilità amministrativa capace di adattarsi ai nuovi bisogni.

De Toni: reti, welfare industriale e innovazione sociale

Il sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni, ha illustrato il lavoro portato avanti nella sua città su più fronti, con una strategia che integra economia, coesione e sostenibilità.
Tra i progetti citati, la creazione dei distretti del commercio, in collaborazione con i comuni limitrofi, per sostenere i negozi di prossimità e favorire la digitalizzazione del commercio locale; il rilancio della filiera agroalimentare e del turismo sostenibile, con particolare attenzione al cicloturismo; e una collaborazione innovativa con il Consorzio Industriale per promuovere un modello di welfare aziendale territoriale, che comprenda servizi come asili, mense e abitazioni per lavoratori e famiglie.

De Toni ha poi richiamato l’importanza delle comunità energetiche e della partecipazione europea, ricordando la recente esperienza di cooperazione con le città gemellate nell’ambito di progetti su cittadinanza digitale e rigenerazione urbana.
Per il sindaco di Udine, i comuni possono e devono svolgere “azioni di accompagnamento e di indirizzo” in sinergia con le regioni e con i soggetti privati, costruendo così un ecosistema favorevole alla nuova economia urbana.

Evangelisti (Enel): infrastrutture e investimenti per la transizione energetica

Il contributo del responsabile delle politiche territoriali di Enel Italia, Gaetano Evangelisti, ha evidenziato il ruolo strategico del settore energetico come motore della crescita locale.
Enel, presente in oltre il 90% dei comuni italiani, sta portando avanti un piano di investimenti da 22 miliardi di euro entro il 2027, di cui oltre il 70% destinato alle reti elettriche.
Un impegno definito “epocale”, paragonabile alla prima elettrificazione del Paese, volto a rendere le reti più resilienti e capaci di accogliere la produzione diffusa da fonti rinnovabili.
Evangelisti ha ricordato anche l’importanza delle comunità energetiche, delle infrastrutture per la mobilità elettrica (oltre 24.000 punti di ricarica in Italia) e del sostegno alla valorizzazione dei beni culturali attraverso l’illuminazione artistica.

Un modo, ha spiegato, per “servire le comunità locali e accompagnarle nella transizione energetica”, lavorando in stretta collaborazione con le istituzioni e con gli enti territoriali.

La governance pubblica come chiave per la crescita

Nell’ultima parte del dibattito, Broccatelli ha rilanciato il tema della governance pubblica, intesa come capacità di indirizzo e partecipazione dei comuni nei processi di transizione digitale ed energetica.

Ha invitato le amministrazioni locali a recuperare un ruolo attivo nella regolamentazione delle reti e nella promozione delle comunità energetiche pubbliche, strumenti che rendono il settore pubblico protagonista della riconversione.

Una visione condivisa anche da Presciutti, Marrucci e De Toni, che hanno ribadito l’importanza di fare rete con i grandi player industriali e con i soggetti associativi come ALI e Leganet, per costruire una crescita “dal basso”, partecipata e sostenibile.

In chiusura, Nico Perrone ha sottolineato il valore di un confronto che dimostra come i sindaci non attendano risorse dall’alto, ma si facciano promotori di iniziative concrete e lungimiranti.
Dal confronto è emersa una consapevolezza comune: la nuova economia urbana nascerà dalla sinergia tra istituzioni, imprese e cittadini, dalla capacità di pianificare con visione e dal coraggio di innovare senza perdere di vista il valore umano e comunitario dello sviluppo.