La casa al centro delle politiche territoriali: la svolta dell’UE che rafforza Comuni e aree interne.

di Filippo Sabbatini

L’housing rappresenta oggi una delle sfide più complesse che l’Unione Europea si trova ad affrontare. Sebbene le politiche abitative rimangano una competenza principalmente nazionale, l’UE svolge ormai un ruolo cruciale attraverso le dinamiche del mercato interno, le politiche sociali e i fondi di coesione.

A dimostrazione dell’urgenza del tema, i dati Eurostat evidenziano come i costi abitativi abbiano superato la soglia critica del 40% del reddito disponibile in quasi il 10% delle famiglie nelle zone urbane e nel 6,3% di quelle nelle zone rurali. Quando le spese per la casa superano questa percentuale, l’impatto sul bilancio familiare diventa insostenibile, rendendo calcolabile la reale difficoltà dei cittadini nel trovare un alloggio dignitoso.

Per superare la frammentazione degli organismi permanenti e coordinare le politiche in modo olistico, il 18 dicembre 2024 è nata la Commissione speciale sulla crisi degli alloggi nell’Unione Europea (HOUS), guidata da Irene Tinagli.

Lo scorso 7 luglio, durante la sessione plenaria a Strasburgo, il Parlamento Europeo ha deciso di prorogare di sei mesi il mandato della Commissione HOUS, potenziandone al contempo le attribuzioni. La Decisione parlamentare P10_TA(2026)0234 si pone l’obiettivo chiaro di monitorare e dare concreta attuazione alle soluzioni già proposte nella Risoluzione del 10 marzo 2026 P10_TA(2026)0064 per alloggi dignitosi, sostenibili e a prezzi accessibili.

Al termine di questo mandato prorogato, la Commissione speciale sarà chiamata a presentare le sue conclusioni definitive sullo stato di avanzamento dei lavori e sull’attuazione della risoluzione di marzo.

La decisione del 7 luglio ha un impatto immediato e positivo per i comuni italiani. Nell’ambito delle politiche abitative, la risoluzione di marzo ha definito con chiarezza i compiti degli enti locali, riconoscendoli come i soggetti più vicini alle necessità dei cittadini e, di conseguenza, i più rapidi a intervenire.

Il testo approvato prevede un forte coinvolgimento diretto degli enti locali nel Piano europeo per gli alloggi a prezzi accessibili, articolandosi su tre direttrici principali: Incentivi e riqualificazione: promozione della costruzione, ristrutturazione e riconversione degli immobili residenziali direttamente sul territorio. Mappatura dei bisogni: monitoraggio delle reali necessità abitative locali per contribuire alle strategie nazionali, favorendo una reale collaborazione tra i tre livelli di governo (locale, nazionale ed europeo). Autonomia finanziaria: la richiesta esplicita di far accedere gli enti locali ai fondi europei per l’edilizia in modo diretto, garantendo una gestione autonoma delle risorse.

Per trasformare questi obiettivi in realtà, durante il terzo trimestre del 2026 la Commissione HOUS prevede riunioni periodiche con i rappresentanti della Banca europea per gli investimenti (BEI). L’obiettivo è monitorare la nuova piattaforma di investimento paneuropea e attivare sia gli hub nazionali sia un portale digitale dedicato all’accesso creditizio diretto per gli enti locali.

Un altro aspetto cruciale affrontato dalla Commissione HOUS riguarda la gestione dei flussi turistici e la tutela delle specificità geografiche. La Commissione formulerà regole mirate a contrastare lo spopolamento dei centri storici e delle città costiere causato dalla proliferazione degli affitti a breve termine. Ad oggi, la saturazione turistica degli alloggi impedisce a giovani lavoratori e famiglie di trasferirsi nelle zone urbane, azzerando l’offerta di locazioni a lungo termine. Per bilanciare questo fenomeno, i comuni avranno il compito di incrementare la quota di alloggi pubblici senza scopo di lucro.

Infine, una menzione particolare è stata riservata ai comuni delle zone insulari e montane. Per supportare queste realtà nella gestione dei sovraccosti strutturali, il Parlamento promuove l’applicazione di modelli collaborativi come il già esistente Patto rurale e la proposta di un futuro Patto per le isole.