Ci sono bisogni che emergono dai dati e altri che emergono dalle persone. Lo Sportello Salute del Comune di Lesmo nasce proprio dall’ascolto diretto dei cittadini.
Durante la campagna elettorale, accanto ai temi tradizionalmente associati all’amministrazione comunale, è emersa con forza una preoccupazione che riguardava la vita quotidiana di molte famiglie: la difficoltà di accedere in tempi adeguati a visite specialistiche ed esami diagnostici.
Persone anziane costrette ad attendere mesi per una visita, cittadini ai quali venivano proposti appuntamenti incompatibili con le indicazioni del medico curante, famiglie disorientate di fronte alle sempre più frequenti “agende chiuse”. Situazioni che generavano preoccupazione, senso di impotenza e, spesso, rinuncia alle cure.
Da quell’ascolto è nata un’idea semplice: creare uno Sportello Salute comunale capace di accompagnare i cittadini nell’esercizio dei propri diritti all’interno del Servizio Sanitario Nazionale.
Nel settembre 2024 il Comune di Lesmo ha avviato questa esperienza grazie alla collaborazione di volontari civici coinvolti attraverso il progetto Lesmo Amica. Lo Sportello opera gratuitamente presso gli uffici comunali e rappresenta oggi un presidio di prossimità che mette l’amministrazione locale accanto alle persone nei momenti di maggiore fragilità.
A quasi due anni dall’avvio, circa 200 cittadini hanno ricevuto supporto per ottenere visite specialistiche ed esami diagnostici nei tempi previsti dalle prescrizioni mediche.
Il servizio si fonda su uno strumento previsto dalla normativa nazionale ma ancora poco conosciuto. Quando il sistema sanitario non è in grado di garantire una prestazione entro i tempi indicati dal medico, il cittadino può richiedere formalmente all’azienda sanitaria competente il rispetto delle tempistiche previste oppure l’erogazione della prestazione presso una struttura privata accreditata a carico del servizio pubblico.
Nella maggior parte dei casi questa procedura consente di ottenere rapidamente un appuntamento compatibile con la priorità clinica indicata nella prescrizione.
Lo Sportello Salute non sostituisce la sanità pubblica. Al contrario, aiuta i cittadini a orientarsi in procedure spesso complesse e rende concretamente esigibili diritti che troppo spesso restano sulla carta. L’esperienza di Lesmo si inserisce in una rete regionale composta da oltre sessanta sportelli analoghi, tutti gratuiti e gestiti grazie all’impegno del volontariato civico.
Questa esperienza, tuttavia, pone anche una riflessione più ampia sullo stato della sanità pubblica italiana. Le liste d’attesa sempre più lunghe, la crescente difficoltà di accesso alle prestazioni e il ricorso sempre più frequente alla sanità privata stanno mettendo in discussione uno dei principi fondamentali del nostro sistema di welfare: l’universalità del diritto alla salute.
Per decenni il Servizio Sanitario Nazionale è stato uno dei pilastri della coesione sociale del Paese. Oggi, invece, amministratori locali e cittadini assistono a un progressivo indebolimento della sua capacità di risposta, aggravato da carenze di personale, investimenti insufficienti e scelte politiche che troppo spesso privilegiano il contenimento della spesa rispetto ai bisogni delle persone.
I Comuni non hanno competenze dirette nella gestione della sanità, ma ne vedono ogni giorno gli effetti: famiglie in difficoltà, anziani disorientati, cittadini che rinunciano alle cure. Per questo lo Sportello Salute rappresenta sì una buona pratica amministrativa, ma anche un richiamo alla necessità di rilanciare una sanità pubblica forte, accessibile e realmente universale.
Perché il diritto alla salute non può diventare un privilegio. E perché la politica, quando nasce dall’ascolto e si traduce in azioni concrete, può ancora essere uno strumento di cura delle comunità e di tutela dei diritti fondamentali delle persone.
Sara Dossola, Sindaca di Lesmo