Campoli Appennino e l’Area Faunistica dell’Orso: dalla salvaguardia della biodiversità una nuova visione per il territorio

Quando abbiamo iniziato a lavorare sull’Area Faunistica dell’Orso, molti la consideravano una sfida troppo ambiziosa per un piccolo comune come Campoli Appennino. Eppure, fin dal mio primo mandato, ho creduto profondamente che la tutela dell’ambiente e la valorizzazione delle nostre peculiarità potessero rappresentare una straordinaria occasione di sviluppo per il territorio.

Campoli Appennino è un borgo che vive immerso nella natura, alle porte del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Qui l’orso non è soltanto un simbolo della fauna appenninica: è parte della nostra identità, della nostra storia e del nostro paesaggio. Per questo abbiamo scelto di investire con convinzione nella realizzazione e nella crescita dell’Area Faunistica dell’Orso all’interno della grande dolina del Tomolo, un luogo unico dal punto di vista naturalistico.

L’obiettivo non è mai stato quello di creare un’attrazione turistica fine a sé stessa, ma di costruire uno spazio di tutela, educazione e sensibilizzazione ambientale. In collaborazione con il Parco Nazionale, abbiamo accolto orsi provenienti da situazioni difficili, animali che non avrebbero più potuto vivere in libertà ma che meritavano comunque una vita dignitosa in un habitat naturale protetto.

Dietro questo progetto c’è stato un grande lavoro amministrativo, istituzionale e umano. Abbiamo creduto nella necessità di fare rete tra enti, associazioni, operatori locali e comunità. Non sempre è stato semplice: un piccolo comune deve spesso confrontarsi con limiti di risorse e difficoltà organizzative. Ma proprio per questo ritengo che l’esperienza di Campoli Appennino rappresenti una buona pratica importante per le aree interne del nostro Paese: negli anni abbiamo visto crescere attorno all’Area Faunistica un interesse sempre maggiore; sono arrivate scuole, famiglie, visitatori, appassionati di natura. Tante persone hanno scoperto il nostro borgo attraverso il racconto dell’orso e, insieme a questo, hanno conosciuto il patrimonio ambientale, culturale ed enogastronomico della Valle di Comino.

Abbiamo così costruito un modello di turismo sostenibile, legato ai ritmi della natura e alla valorizzazione delle identità locali. Oggi Campoli Appennino è conosciuta come “Città dell’Orso e del Tartufo”: una definizione che sintetizza bene il nostro percorso, fatto di tutela ambientale e promozione del territorio.

Credo che le amministrazioni locali abbiano il compito di guardare lontano, soprattutto nei piccoli comuni. Le aree interne non devono essere considerate luoghi marginali, ma territori ricchi di risorse e potenzialità. Per farlo servono visione, continuità amministrativa e la capacità di credere nei progetti anche quando sembrano difficili.

L’Area Faunistica dell’Orso è diventata, negli anni, il simbolo di questa idea di comunità: una comunità che sceglie di proteggere il proprio patrimonio naturale, di investire sull’educazione ambientale e di costruire opportunità partendo dalla propria autenticità.

È un progetto su cui abbiamo lavorato con passione e determinazione, e che continua ancora oggi a rappresentare una delle esperienze più significative del nostro territorio.

di Pancrazia Di Benedetto, sindaca di Campoli Appennino