Città sostenibili e territori resilienti: l’impegno dei sindaci tra mobilità, energia e clima

Nella cornice del festival delle città il panel “la città verde: la rivoluzione della sostenibilità urbana” ha visto protagonisti i sindaci di Cuneo, San Gimignano, Chieti, Mirano, Nuoro e Lecco, moderati da Sofia Spagnoli, in un panel dedicato alle politiche locali per la sostenibilità e l’adattamento ai cambiamenti climatici.
Dal Nord al Sud del Paese, ogni amministrazione si trova ad affrontare sfide diverse, ma con un obiettivo comune: rendere le città più vivibili, sicure e rispettose dell’ambiente, valorizzando le risorse locali e costruendo modelli innovativi di governance territoriale.

La mobilità come leva di sostenibilità

La sindaca di Cuneo, Patrizia Manassero, ha aperto il suo intervento partendo dal tema della mobilità sostenibile. Cuneo, città di provincia e capolinea di vallate montane, vive quotidianamente l’arrivo di migliaia di cittadini dalle aree circostanti, con conseguenti problemi di traffico, inquinamento e saturazione dei parcheggi.

In un territorio ancora penalizzato da collegamenti ferroviari insufficienti e da una rete di trasporto pubblico locale da potenziare, il Comune ha deciso di agire su più fronti, introducendo una serie di politiche integrate per ridurre l’uso dell’auto privata e incentivare forme di mobilità alternativa.

Tra le iniziative più apprezzate dai cittadini c’è “Bike to Work”, progetto avviato da cinque anni che permette ai lavoratori di registrare i chilometri percorsi in bicicletta e di trasformarli in un incentivo economico, fino a 240 euro l’anno, oggi spendibile nei negozi di prossimità grazie a un partenariato virtuoso con il commercio locale.

I risultati parlano chiaro: 1,2 milioni di chilometri pedalati e 167 tonnellate di CO₂ risparmiate. Numeri che dimostrano come la sostenibilità possa diventare una pratica quotidiana, generando benefici ambientali ed economici per la comunità.

Efficienza energetica e tutela del paesaggio

Il sindaco di San Gimignano, Andrea Marrucci, ha illustrato il percorso della sua amministrazione verso una gestione più efficiente e sostenibile dell’energia. L’illuminazione pubblica, sostituita progressivamente con tecnologia LED, ha già superato la metà dell’intervento previsto e consentirà un notevole risparmio energetico, oltre a liberare risorse per altri progetti.

Parallelamente, il Comune ha introdotto “pali intelligenti”, infrastrutture che integrano illuminazione e funzioni di supporto al trasporto pubblico locale, servizio fondamentale sia per i residenti che per i numerosi turisti.

San Gimignano sta inoltre promuovendo le comunità energetiche e la produzione da fonti rinnovabili, favorendo l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti dei casali, senza consumare nuovo suolo agricolo. Una scelta coerente con la tutela del paesaggio e con la tradizione agricola della zona, celebre per la Vernaccia di San Gimignano, prima DOC bianca italiana.

Marrucci ha sottolineato le difficoltà normative legate al decreto ministeriale sulle aree idonee per gli impianti FER, che rischia di compromettere il paesaggio toscano. Ha ricordato il lavoro svolto dalla Regione Toscana e dai Comuni per fissare limiti alla speculazione, poi annullato dal TAR del Lazio. “Dobbiamo vigilare, ha ammonito, perché non è accettabile che in nome della transizione ecologica si sacrifichi il nostro paesaggio, unica fonte di valore per agricoltura e turismo.”

Rigenerare la mobilità urbana

La sindaca di Chieti, Chiara Zappalorto, ha affrontato con realismo la questione delle piste ciclabili, punto debole evidenziato dalle classifiche sull’ecosistema urbano. La conformazione della città, divisa tra la parte alta collinare e quella bassa pianeggiante, ha reso complesso lo sviluppo di una rete ciclabile efficiente. Grazie alle risorse del PNRR, oggi Chieti può però avviare un progetto strategico: una pista ciclabile che attraverserà l’intera parte bassa della città, collegando due province e tre comuni, oltre a due stazioni ferroviarie, una delle quali serve l’università. Zappalorto ha evidenziato anche l’importanza del bike sharing, attivo da circa due anni, molto utilizzato dai cittadini e dagli studenti, e della crescente domanda di mobilità elettrica nella parte alta del centro. “C’è una voglia diffusa di lasciare l’auto, ha spiegato, e con queste nuove opere potremo finalmente scalare qualche posizione nelle classifiche sulla sostenibilità urbana.”

Resilienza climatica e governo delle emergenze

La sindaca di Mirano, Maria Rosa Pavanello, ha portato la testimonianza di un territorio profondamente segnato dal cambiamento climatico. L’introduzione del MOSE ha “sostanzialmente risolto i problemi di Venezia”, ma oggi i rischi maggiori riguardano le aree circostanti, come la Riviera del Brenta e il Miranese, sempre più esposte a piogge torrenziali e alluvioni improvvise.

Negli ultimi mesi, il territorio veneziano ha subito quattro eventi meteorologici estremi con oltre 100 millimetri di pioggia in poche ore. “Il tema delle alluvioni notturne è diventato centrale, ha spiegato Pavanello, e richiede un impegno congiunto di Regioni, Comuni e Consorzi per accelerare gli interventi di difesa idraulica.”

Ha citato come esempio virtuoso la città di Vicenza, che grazie ai bacini di laminazione realizzati negli anni ha aumentato la propria capacità di protezione. “Le amministrazioni da sole non ce la fanno”, ha concluso. Servono risorse condivise, anche europee, per tutelare territori sempre più fragili. Venezia è oggi protetta, ma intorno a Venezia il rischio cresce.”

Prevenzione e tecnologia contro gli incendi

Il sindaco di Nuoro, Emiliano Fenu, ha affrontato il tema drammatico degli incendi estivi, una piaga che ogni anno colpisce la Sardegna. Le condizioni climatiche e il vento rendono la regione particolarmente vulnerabile, ma la risposta passa dal coordinamento istituzionale e dalla prevenzione.

“Abbiamo la fortuna, ha spiegato, di poter contare sull’Agenzia regionale Forestas, che si occupa della gestione e cura dei nostri boschi.” Tra le aree sotto tutela figura anche il Monte Ortobene, polmone verde della città. Fenu ha ricordato come la pulizia e la cura del territorio siano gli strumenti più efficaci per prevenire i roghi, insieme alla sensibilizzazione dei cittadini, spesso decisivi con le loro segnalazioni.

Nuoro sta inoltre sperimentando droni di sorveglianza per l’individuazione immediata degli incendi: una tecnologia promettente, ancora limitata dall’autonomia dei dispositivi. “Questa estate ci è andata bene, ha concluso, ma la prevenzione resta la chiave per difendere i nostri paesaggi e la sicurezza dei cittadini.”

Innovazione digitale e mobilità intelligente

Il sindaco di Lecco, Mauro Gattinoni, ha illustrato una visione avanzata di gestione urbana, basata su innovazione digitale e sostenibilità sociale.
 La città ha introdotto una ZTL nel centro storico, ma ha anche sviluppato progetti originali come il Piedibus, che accompagna i bambini a scuola a piedi con volontari, e la misura “Ti porto io”, che offre trasporto pubblico gratuito fino ai 19 anni.

Un’iniziativa che non solo riduce l’uso dell’auto, ma favorisce la didattica esperienziale e l’autonomia dei ragazzi. Parallelamente, Lecco sta sperimentando, insieme al Politecnico, un sistema “Smart Mobility Data-Driven”, basato su telecamere, pannelli e semafori intelligenti per regolare dinamicamente il traffico in base a eventi o emergenze.

Gattinoni ha sottolineato come, in un territorio compreso tra lago e montagna, sia impossibile “costruire nuove strade”: occorre quindi agire sul software urbano, gestendo in modo flessibile i flussi di traffico.
 Infine, ha richiamato la necessità di aggiornare il Codice della Strada per consentire l’attuazione delle ZTL a tempo, strumenti che permetterebbero un controllo più equo ed efficace dell’accesso ai centri storici.

Un mosaico di esperienze per un obiettivo comune

Dalle Alpi alla Laguna, dalla Toscana alla Sardegna, le testimonianze dei sindaci dimostrano come la transizione ecologica sia già realtà nei territori.
Non un percorso uniforme, ma un mosaico di esperienze che unisce innovazione, cura del paesaggio, mobilità sostenibile e responsabilità civica.
Le città italiane, ciascuna con la propria identità, stanno costruendo un nuovo modo di governare il territorio, fondato sulla collaborazione e sulla consapevolezza che la sostenibilità inizia sempre dal locale.