5 miliardi l’anno per rilanciare il trasporto pubblico, abbonamenti gratuiti per i residenti e più risorse per mezzi, frequenze e personale. Roberto Gualtieri propone di destinare al TPL i fondi oggi utilizzati per il taglio delle accise sui carburanti: «Costruire un’alternativa vera all’automobile».
La mobilità non può essere affrontata soltanto attraverso misure temporanee per contenere il costo dei carburanti. Per rendere davvero possibile una scelta diversa dall’automobile servono un trasporto pubblico più accessibile, servizi adeguati alla domanda e investimenti strutturali. È la proposta presentata da Roberto Gualtieri, presidente nazionale di ALI – Autonomie Locali Italiane e sindaco di Roma Capitale, al Festival delle Città 2026 – Le città per l’Italia di domani, per una riforma del finanziamento del trasporto pubblico locale.
Il piano prevede cinque miliardi di euro l’anno per azzerare il costo degli abbonamenti al trasporto pubblico per i residenti e, contemporaneamente, potenziare l’offerta. L’obiettivo è trasformare una spesa legata all’emergenza in un investimento stabile sulla mobilità collettiva, intervenendo sia sul costo sostenuto dai cittadini sia sulla qualità del servizio.
Il punto di partenza è il taglio di 17 centesimi al litro delle accise sul gasolio deciso dal Governo, il cui costo è stimato in circa 4,75 miliardi di euro l’anno, a parità di consumi attuali. Una misura che offre un sostegno temporaneo a chi utilizza l’auto, ma che, secondo Gualtieri, non affronta le ragioni strutturali che rendono l’automobile indispensabile per milioni di persone.
«Invece di spendere miliardi per rendere temporaneamente meno costoso il pieno di benzina o gasolio, possiamo usare quelle risorse per rendere strutturalmente più conveniente il trasporto pubblico e dare ai cittadini una vera alternativa all’automobile», ha dichiarato il presidente di ALI.
Tre leve per cambiare la mobilità
La proposta distribuisce le risorse su tre direttrici: tre miliardi di euro per azzerare il costo degli abbonamenti al TPL urbano, extraurbano e regionale; 1,2 miliardi per rafforzare la base finanziaria del sistema; 800 milioni per aumentare mezzi, frequenze e personale nei territori in cui cresce la domanda.
La misura risponde a un quadro caratterizzato da un forte ricorso alla mobilità privata. Nel 2024, secondo i dati richiamati da ALI, il 61,1% degli spostamenti quotidiani è avvenuto in automobile, mentre il trasporto pubblico ha rappresentato appena il 9,1%. Nello stesso tempo, il Fondo nazionale per il TPL nel 2026 risulta, in termini reali, circa il 38% al di sotto del livello del 2009.
Per ALI, rendere gratuiti gli abbonamenti non basta se autobus e treni non sono in grado di rispondere alle esigenze di chi si sposta ogni giorno. La riduzione dei costi deve quindi procedere insieme al potenziamento dei servizi, per evitare che l’aumento della domanda si traduca in sovraccarichi e disagi.
Dai Comuni una proposta nazionale
Per rendere strutturale il finanziamento, ALI propone di destinare stabilmente una quota della fiscalità generale sui carburanti al trasporto pubblico locale. Il percorso prevede un confronto con le Regioni, l’avvio nei primi dodici mesi nei capoluoghi e nei principali bacini pendolari e una progressiva estensione nazionale nei successivi 24-36 mesi, collegata al rafforzamento dell’offerta.
L’associazione chiederà ai Comuni associati di portare la proposta nei Consigli comunali, attraverso ordini del giorno che impegnino i sindaci a sostenerla nelle sedi istituzionali e chiedano al Governo di valutare il reindirizzamento strutturale di una quota delle risorse fiscali sui carburanti verso il TPL.
La sfida, nelle parole di Gualtieri, è utilizzare le risorse pubbliche non soltanto per abbassare temporaneamente il costo di chi è costretto a usare l’auto, ma per rendere possibile una scelta diversa. Una questione che riguarda direttamente le amministrazioni locali: garantire collegamenti efficienti significa incidere sull’accesso al lavoro, allo studio e ai servizi, rafforzando la coesione tra città, periferie e territori. La proposta di ALI punta così a riportare il trasporto pubblico al centro delle politiche nazionali per una mobilità più accessibile e sostenibile.