Il Comune avvia la campagna Art Bonus per realizzare il Museo Civico Archeologico di Opi e valorizzare i reperti dell’Alta Val di Sangro, coinvolgendo cittadini, associazioni e imprese in un progetto di tutela e partecipazione culturale.
Ci sono patrimoni che raccontano la storia di un territorio e che, se non vengono tutelati e restituiti alla collettività, rischiano di rimanere lontani dalla vita delle comunità. Da questa consapevolezza nasce il progetto del Museo Civico Archeologico di Opi (MUAO), con cui il Comune in provincia dell’Aquila punta a valorizzare le testimonianze millenarie dell’Alta Val di Sangro e a rafforzare il legame tra memoria storica e identità locale.
L’amministrazione ha avviato una campagna di raccolta fondi attraverso l’Art Bonus, coinvolgendo cittadini, imprese, associazioni e mecenati privati. L’obiettivo è recuperare l’ex Scuola Elementare di Viale Domenico Ursitti e trasformarla in uno spazio dedicato alla conservazione, alla conoscenza e alla condivisione del patrimonio archeologico. Un edificio pubblico che potrà così assumere una nuova funzione, diventando un luogo di incontro tra storia, cultura e comunità.
Il progetto prevede la riqualificazione dell’edificio, l’abbattimento delle barriere architettoniche, il restauro dei reperti sotto la supervisione della Soprintendenza dell’Aquila e la realizzazione di un allestimento accessibile e innovativo, con teche conservative, illuminazione a LED e strumenti didattici e multimediali. L’attenzione all’accessibilità punta a rendere il patrimonio fruibile da un pubblico più ampio, favorendo occasioni di apprendimento e scoperta per residenti e visitatori.
Il percorso espositivo raccoglierà testimonianze provenienti da alcuni dei principali siti del territorio: la Necropoli arcaica di Val Fondillo, con reperti del VI-V secolo a.C., la Villa Romana e le preesistenze di Prato San Rocco, oltre al monastero medievale di Sant’Elia, nella località Casali di Opi, risalente all’XI secolo. Reperti e testimonianze che restituiscono la profondità storica di un’area attraversata da diverse epoche e civiltà.
Una comunità protagonista della valorizzazione culturale
Per sostenere l’iniziativa, il Comune ha scelto l’Art Bonus, lo strumento che consente, per le erogazioni ammissibili, di beneficiare di un credito d’imposta del 65%, secondo le modalità previste dalla normativa. Possono contribuire persone fisiche, enti non commerciali e imprese, partecipando concretamente alla realizzazione del progetto.
La scelta punta a costruire un’alleanza tra amministrazione pubblica e soggetti privati, facendo della partecipazione una leva per recuperare un bene pubblico e renderlo accessibile a cittadini e visitatori. La raccolta fondi diventa così anche un’occasione per coinvolgere la comunità in una responsabilità condivisa: proteggere il patrimonio e mantenerlo vivo, affinché possa essere conosciuto e trasmesso nel tempo.
L’esperienza di Opi mostra come anche un piccolo Comune possa investire sulla propria identità attraverso un progetto capace di unire tutela, accessibilità e valorizzazione culturale. Il museo non sarà soltanto un luogo in cui conservare reperti, ma uno spazio per trasmettere la storia alle nuove generazioni, stimolare la curiosità e rafforzare il legame tra comunità e territorio.
Perché valorizzare la memoria non significa guardare soltanto al passato: significa costruire nuove opportunità di conoscenza e attrattività, trasformando il patrimonio locale in una risorsa condivisa per il futuro.