La sostenibilità negli statuti comunali: ecco la proposta della Rete dei Comuni Sostenibili

L’associazione suggerisce che sostenibilità, tutela dell’ambiente e del clima e principio intergenerazionale – già nella Costituzione italiana – entrino negli statuti degli enti che decideranno di proporla ai rispettivi Consigli comunali

“Sostenibilità, tutela dell’ambiente e del clima e principio intergenerazionale, già inseriti nella Costituzione italiana, entrino negli statuti comunali d’Italia”. Parole e musica della Rete dei Comuni Sostenibili. L’associazione, che si appresta a compiere tre anni di attività, fin dall’inizio si è impegnata a tenere insieme grandi princìpi ispiratori e azioni pratiche. Se, da un lato, la “misurazione” della sostenibilità dei comuni tramite indicatori oggettivi ha ricevuto molti consensi e adesioni in tutta Italia, questa nuova proposta vuole fissare con maggior vigore uno dei temi che più ha ispirato l’attività della Rete e degli amministratori che hanno deciso di farne parte.

La Rete invita i comuni ad adeguare lo statuto comunale affinché siano ripresi i princìpi entrati nel 2022 nella Costituzione italiana e che riguardano, in estrema sintesi, lo sviluppo sostenibile e la tutela dell’ambiente.

Ecco il testo della proposta di emendamento:

“Il Comune tutela l’ambiente, la biodiversità, gli ecosistemi e la salute umana. Per far fronte all’emergenza climatica orienta le proprie politiche e attività amministrative alla sostenibilità ambientale, economica, sociale e istituzionale. Il Comune concorre per l’attuazione del principio costituzionale coinvolgendo le comunità, le imprese, le associazioni, i singoli cittadini, creando sinergia con gli altri comuni e gli enti locali, collaborando con le istituzioni regionali, nazionali, europee ed internazionali. Ciò al fine di perseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile, adottati dall’Assemblea generale dell’Onu, ridurre l’inquinamento e le emissioni climalteranti, fino alla neutralità climatica, assicurare l’uso sostenibile ed equo delle risorse anche per il benessere delle generazioni future”.

Infine: la Rete auspica che la proposta di emendamento venga approvato dai Consigli comunali con un voto bipartisan di tutte le forze politiche e civiche al fine di sensibilizzare le comunità, gli amministratori di oggi e di domani; dopo l’approvazione, le amministrazioni comunali dovrebbero incentivare, in collaborazione con le scuole, attività di sensibilizzazione e conoscenza sui temi della sostenibilità.

Sul sito della Rete dei Comuni Sostenibili, attraverso una mappa interattiva, saranno pubblicati i nomi dei comuni e delle città che approveranno l’emendamento nel proprio statuto comunale. Per comunicare la deliberazione: direttore@comunisostenibili.eu

“La Rete dei Comuni Sostenibili è fortemente impegnata nella sperimentazione del monitoraggio volontario delle politiche degli enti aderenti, secondo il set dei 100 indicatori per i comuni capoluogo e 74 per i comuni non capoluogo decisi in condivisione con l’ASviS, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, con l’obiettivo di realizzare le Agende locali 2030 – commentano Valerio Lucciarini De Vincenzi e Marco Filippeschi, rispettivamente presidente e coordinatore del comitato scientifico della Rete dei Comuni Sostenibili –. Cerchiamo, insomma, di promuovere e condividere buone pratiche e partecipiamo a molte iniziative che selezionano progetti innovativi. Cogliamo anche la necessità di promuovere campagne unificanti, di significato generale, che i comuni della Rete e altri che manifestano interesse rivendicano. È per questo che siamo a proporre ai comuni italiani un’iniziativa specifica che può avere grande valore simbolico, stimolata anche dalla recente approvazione bipartisan dell’inclusione del principio di tutela dell’ambiente nella Costituzione italiana. Abbiamo redatto un modello di articolo, che invieremo alle amministrazioni, per integrare nello statuto comunale la sostenibilità, con riferimento agli obiettivi dell’Onu e alla necessità di contrastare l’emergenza climatica. Naturalmente, si tratta di una proposta adattabile secondo ciò che già contengono i testi di statuto in vigore. Lo riteniamo un atto simbolico in grado di completare il lavoro concreto che moltissime realtà stanno già svolgendo”.