L’impegno collettivo per un futuro sostenibile

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Nelle scorse settimane abbiamo assistito, in Emilia-Romagna e in altre aree del Paese, a eventi atmosferici di carattere eccezionale. Strade diventate fiumi di fango, case allagate, aziende inagibili, cittadini che hanno perso tutto. Una ferita per il Paese intero.

In questo scenario di emergenza climatica, che si manifesta con un aumento senza precedenti di questi fenomeni estremi, i Sindaci sono in prima linea ad affrontare con coraggio e determinazione le conseguenze devastanti di alluvioni, siccità e altri eventi di questo tipo. Tuttavia, non possono essere lasciati soli in questa battaglia. È necessario infatti un impegno collettivo per affrontare le sfide dei cambiamenti climatici e garantire un futuro sostenibile alle prossime generazioni.

I Sindaci rappresentano le figure di riferimento a cui i cittadini si rivolgono in questi momenti di drammatica emergenza e la loro presenza è fondamentale per coordinare gli sforzi di soccorso e il ripristino della normalità.

È arrivato però il momento che la politica esca dal presentismo e adotti una strategia di lungo termine per affrontare la crisi climatica attualmente in corso. Non è più possibile limitarci a reagire alle emergenze una dopo l’altra, deve essere impostata un’azione di prevenzione. Ciò significa adottare politiche che promuovano la sostenibilità ambientale, la riduzione delle emissioni di gas serra e la protezione delle risorse naturali.

I cambiamenti climatici con i loro effetti devastanti sono il risultato dei nostri stili di vita sbagliati, che abbiamo perpetrato in particolare negli ultimi decenni, caratterizzati da consumi eccessivi di risorse – due volte e mezza rispetto a quelle che il nostro pianeta è in grado di rigenerare – e una esagerata emissione di gas serra. È essenziale che tali stili di vita diventino sempre più sostenibili, riducendo lo spreco di energia e le emissioni di CO2, promuovendo l’efficienza energetica e la produzione di energia pulita, utilizzando mezzi di trasporto sostenibili e riducendo lo spreco di risorse.

In questo senso vanno le politiche promosse dall’Unione Europea con il Green Deal Europeo e il pacchetto “Fit for 55” che rappresentano una risposta concreta alla sfida dei cambiamenti climatici. Questi programmi prevedono investimenti significativi per ridurre le emissioni di gas serra e promuovere la transizione verso un’economia sostenibile. È fondamentale che i finanziamenti provenienti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza siano utilizzati per realizzare anche opere che aiutino a contenere e a mitigare i danni degli eventi atmosferici sempre più estremi.

Dal Governo ci aspettiamo che si vada oltre i proclami: servono decisioni precise e rapide sull’utilizzo dei fondi del PNRR con una pianificazione attenta che preveda un coinvolgimento attivo dei Sindaci nella definizione delle priorità e per garantire che le risorse siano impiegate in modo efficace, proteggendo così persone, proprietà e ambiente.

In questo modo potranno essere raggiunti gli obiettivi prefissati: la neutralità climatica entro il 2050 e la riduzione del 55% delle emissioni atmosferiche entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Ciò richiederà sacrifici e cambiamenti significativi, ma rappresenterà anche una grande opportunità di crescita economica con la creazione di centinaia di migliaia di posti di lavoro nel settore delle energie rinnovabili, dello sviluppo di tecnologie “green” e per la realizzazione delle opere necessarie.

Infine, è essenziale coinvolgere attivamente i cittadini in questo processo di transizione che è un cambiamento anche culturale. La consapevolezza e l’educazione sono fondamentali per promuovere la comprensione dei cambiamenti climatici e per adottare comportamenti sostenibili nella vita quotidiana. Solo attraverso un impegno collettivo possiamo affrontare con successo la sfida dei cambiamenti climatici e restituire un futuro sostenibile alle prossime generazioni.

*di Achille Variati, Presidente del Consiglio nazionale di Ali, Membro del Parlamento Europeo