Ravenna è la prima Capitale italiana del mare: fino alla fine del 2026 tante iniziative tra conoscenza del mare, economia marittima, tutela della biodiversità e uso sostenibile delle risorse marine

Ravenna è la prima città ad essersi aggiudicata il titolo di Capitale italiana del mare, istituito dal Dipartimento per le politiche del mare.

La nomina è avvenuta il 4 marzo scorso, a Roma, nella sala monumentale della presidenza del Consiglio dei ministri, alla presenza, tra gli altri, del ministro Nello Musumeci e del sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni. Ravenna è stata scelta fra le 54 città che avevano presentato la loro candidatura.

““Ravenna – osserva il primo cittadino – è una realtà complessa: 9 lidi, 35 chilometri di costa, le pinete, le valli, il Parco del Delta del Po, il porto, la Darsena. È una città la cui storia ci parla ancora oggi e con cui dialoghiamo per guardare al domani. È un sistema città-porto, frutto delle millenarie trasformazioni della linea di costa, dell’assetto urbano e portuale, un territorio in continua trasformazione.

Siamo dunque davvero orgogliosi per questo risultato, giunto al termine di un percorso che ha rivelato l’enorme capacità collaborativa del nostro territorio. Sono state premiate la nostra solidità, il nostro pragmatismo e la capacità di fare rete di fronte alle sfide, e siamo pronti a cogliere un’opportunità che sarà foriera di un’ulteriore crescita per tutta la città.

Ravenna ha un potenziale enorme da esprimere e da questa determinante esperienza è emersa ancora di più la grande capacità di lavorare insieme: il nostro obiettivo sarà quindi quello, come Amministrazione, di supportare e aiutare a sviluppare la trasversalità che connota la nostra ‘comunità del mare’, motore di questo progetto, e portarla ad aprirsi ai cittadini e al Paese”.

Sono numerose le sfide che questo titolo porta ad affrontare e che saranno declinate in tre macro aree: ‘cittadinanza blu e civiltà del Mare’; ‘A Ravenna 2026 per vivere e far vivere il mare’; ‘Da Ravenna 2026 un impulso alla crescita blu e dell’Italia’. Moltissimi gli eventi che animano il dossier della candidatura: la prima iniziativa, simbolica, il 20 marzo scorso è stata l’inaugurazione della nuova collocazione della statua del Marinaio, sottoposta a restauro, a Porto Corsini. Realizzata dall’artista Giannantonio Bucci ora è visibile a chi entra in porto (da questo link si può scaricare il video relativo all’inaugurazione).

E dal 10 al 12 aprile, in occasione della Giornata nazionale del mare dell’11 aprile, tra la Darsena di città e Marina di Ravenna si svolgerà la grande festa che aprirà ufficialmente l’anno di Ravenna Capitale italiana del mare 2026. Da questo link è scaricabile il video di presentazione della tre giorni.

Per scaricare tutto il programma: https://www.turismo.ra.it/eventi/altri-eventi/festa-del-mare

E ancora, a maggio, dal 21 al 23, si svolgerà la manifestazione Deportibus – il festival dei porti che collegano il mondo e che mette Ravenna al centro delle tematiche sulla portualità (https://deportibus.it).

Il programma dedicato alla civiltà del mare si intreccerà anche con l’Anno Teodoriciano 2026 e con il nuovo allestimento museale dedicato alla cosiddetta Barca di Teodorico al Museo Classis. Il 2026 sarà anche l’anno di potenziamento della ‘cittadinanza blu’, per un percorso di consapevolezza e di educazione al mare all’interno di un progetto ambientale di tutela e valorizzazione che verrà rafforzato anche dal completamento del Parco Marittimo realizzato lungo tutta la costa ravennate, un progetto di riqualificazione della costa che valorizza il grande e unico patrimonio ambientale di Ravenna, rendendolo sempre più accessibile, sostenibile e inclusivo.

Storicamente, Ravenna è tra le città che hanno contribuito all’istituzione delle vacanze al mare: è stata innovativa allora, nell’Ottocento, e lo è ancora oggi, grazie alla capacità di esprimere una nuova proposta balneare in chiave sostenibile. Tutti questi elementi convivono con le numerose componenti dell’economia marittima, con particolare attenzione alle pratiche di diffusione della conoscenza del mare, alla tutela della biodiversità e all’uso sostenibile delle risorse marine, come dimostrerà l’ampliamento del polo scientifico Cestha, che lavora per far coesistere attività produttive e tutela degli ecosistemi marini e costieri, con un primo centro di ricerca dedicato ai cavallucci marini. Nei prossimi anni Ravenna sarà infatti la prima in Italia ad ospitare un’area protetta in ambiente marino con fondali sabbiosi nello specchio di acqua tra Lido di Dante e Lido di Classe.

Di particolare importanza, l’istituzione del premio ‘Donne e Mare’ e la progettazione di un percorso per agevolare imprese innovative legate alla blue economy.

Il progetto Ravenna Capitale italiana del mare 2026 vedrà un evento conclusivo a fine anno in Darsena.

“Questo riconoscimento – conclude il sindaco Barattoni – lo dedichiamo a due realtà che hanno dato un senso molto profondo al termine ‘comunità del mare’, rendendo il nostro mare davvero accessibile a tutte e tutti, ovvero le associazioni ‘Insieme a Te – La spiaggia dei Valori’ e ‘Marinando’”.

Insieme a Te – La spiaggia dei Valori, nato da un’idea di Debora Donati dopo l’esperienza nel mare pugliese con il marito Dario, affetto da Sla, è un progetto di accoglienza verso le persone con gravi disabilità che possono trascorrere una giornata o un periodo al mare, in uno stabilimento di Punta Marina dedicato interamente a loro, a cui si sono aggiunti appartamenti accessibili.

L’associazione Marinando ha l’obiettivo di consentire il superamento dei propri limiti, attraverso la navigazione a vela ludica o sportiva, a tutti coloro che vivono condizioni disagiate o che, colpiti da una disabilità, rischiano l’emarginazione.

La candidatura di Ravenna a Capitale italiana del mare è stata promossa, con il Comune, dal ‘Tavolo del mare’, rappresentato da diverse realtà, tra cui spiccano Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico centro settentrionale; Regione Emilia-Romagna; Camera di commercio Ferrara Ravenna; Provincia di Ravenna; Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità – Delta del Po (Emilia-Romagna); Alma Mater Studiorum – Università di Bologna; Istituto Tecnico Industriale Statale “Nullo Baldini”; CESTHA Centro Sperimentale per la Tutela degli Habitat APS; Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini; Fondazione Parco Archeologico di Classe-RavennAntica; Circolo Velico Ravennate ASD; The Historical Diving Society Italia; The International Propeller Club Port of Ravenna; Ravenna Civitas Cruise Port S.R.L; Osservatorio Nazionale Tutela del Mare mediante la presentazione di lettere di sostegno alla proposta del progetto.